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Valu­ta­zio­ne dell’assistenza: la mag­gioran­za dice no alla ridu­zi­o­ne dei tem­pi di attesa

Oggi, in Con­siglio pro­vin­cia­le, è emer­so anco­ra una vol­ta quan­to il tema del­la valu­ta­zio­ne dell’assistenza sia for­te anche emo­ti­va­men­te. I num­ero­si inter­ven­ti in aula han­no chia­ri­to che qui non si par­la sem­pli­ce­men­te di pro­ce­du­re ammi­nis­tra­ti­ve o di dati sta­tis­ti­ci, ma di per­so­ne che vivo­no situa­zio­ni di vita estre­ma­men­te dif­fi­ci­li. Le pro­pos­te con­cre­te pre­sen­ta­te dal­la con­si­glie­ra del Team K, Maria Eli­sa­beth Rie­der, per ridur­re i tem­pi di attesa nella valu­ta­zio­ne del biso­g­no assis­ten­zia­le sono sta­te respin­te dal­la mag­gioran­za. Seb­be­ne l’intera oppo­si­zio­ne aves­se cofir­ma­to e vota­to a favore del­la mozio­ne, la mag­gioran­za si è espres­sa contro.

Il risult­a­to del­la vota­zio­ne in Con­siglio pro­vin­cia­le è sta­to di pari­tà, 17 a 17: la mozio­ne è quin­di respin­ta. “Le richies­te del­le 4.183 fir­mat­a­rie e fir­mat­a­ri del­la peti­zio­ne ‘Non aspet­ti­amo più’ ven­go­no così igno­ra­te e ques­to mi rat­tris­ta mol­to. L’assessora Pamer ha respin­to le nost­re pro­pos­te, come ad esem­pio l’erogazione d’ufficio dell’assegno di cura, ma pur­trop­po non ha pre­sen­ta­to alcun pia­no det­ta­gli­a­to”, dichia­ra la pri­ma fir­mat­a­ria Maria Eli­sa­beth Rie­der.

«L’assistenza a un fami­lia­re rappre­sen­ta pro­ba­bilm­en­te uno dei com­pi­ti più gra­vo­si che una per­so­na pos­sa sos­tene­re nella vita. Accan­to alla sfi­da emo­ti­va e psi­co­lo­gi­ca, spes­so si aggi­ungo­no con­side­re­vo­li one­ri fisi­ci ed eco­no­mici. Mol­te fami­g­lie devo­no inolt­re con­frontar­si con una buro­cra­zia comp­les­sa. E non si trat­ta di casi iso­la­ti: in Alto Adi­ge vivo­no attu­al­men­te olt­re 15.000 per­so­ne non auto­suf­fi­ci­en­ti e olt­re il 70% vie­ne assis­ti­to in casa. Die­tro ogni nume­ro c’è una per­so­na, con una sto­ria per­so­na­le e una situa­zio­ne di vita spes­so mol­to dif­fi­ci­le», ha affer­ma­to Rie­der duran­te la sedu­ta del Con­siglio provinciale.

I dati attua­li mostra­no in modo evi­den­te la cre­s­cen­te neces­si­tà di inter­ven­to: nel 2025 sono sta­te pre­sen­ta­te 7.421 doman­de di valu­ta­zio­ne assis­ten­zia­le, del­le qua­li 3.374 non sono sta­te eva­se ent­ro fine anno. Allo stes­so tem­po, il nume­ro del­le équi­pe di valu­ta­zio­ne è dimi­nui­to negli ulti­mi anni: da 20 squad­re nel 2020, a 19 nel 2023, fino alle 17 attuali.

«Chi atten­de una valu­ta­zio­ne deve spes­so far fron­te a enor­mi dif­fi­col­tà eco­no­mic­he. Le pres­ta­zio­ni assis­ten­zia­li devo­no esse­re anti­ci­pa­te, i fami­lia­ri ridu­co­no il pro­prio ora­rio di lavoro o rin­un­cia­no del tut­to all’occupazione e ques­to non tra qual­che mese, ma subi­to. Per ques­to chi vive ques­ta situa­zio­ne non vuo­le sen­ti­re anco­ra annun­ci, ma vor­reb­be final­men­te vede­re decis­io­ni con­cre­te», ha riba­di­to Rie­der. Il for­te biso­g­no di agi­re emer­ge chia­ra­men­te anche dal­la gran­de ade­sio­ne alla peti­zio­ne e dal­le olt­re 1.500 tes­ti­mo­ni­an­ze raccolte.

Par­ti­co­lar­men­te cri­ti­ca è la situa­zio­ne per le fami­g­lie i cui cari sof­f­ro­no di demen­za o alt­re malat­tie dege­ne­ra­ti­ve. Le con­di­zio­ni di salu­te cam­bia­no spes­so rapi­da­men­te, ment­re la valu­ta­zio­ne dell’assistenza può richie­de­re mesi.

«Che l’assegno di cura in Alto Adi­ge sia una pres­ta­zio­ne importan­te e di gran­de rile­vanza socia­le è fuo­ri dis­cus­sio­ne. Pro­prio per ques­to dob­bia­mo garan­ti­re che ques­to soste­g­no arri­vi alle per­so­ne in tem­pi ade­gua­ti. Se lo Sta­to chie­de a cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni di ris­pet­ta­re le sca­den­ze, all­o­ra anche la pubbli­ca ammi­nis­tra­zio­ne deve assu­mer­si le pro­prie responsa­bi­li­tà. Con­tin­uerò a occup­ar­mi del tema con deter­mi­na­zio­ne. Una cosa è cer­ta: le pro­mes­se si fan­no in fret­ta, ma cre­a­no aspett­a­ti­ve e ques­te aspett­a­ti­ve devo­no esse­re sod­dis­fat­te», ha con­cluso Maria Eli­sa­beth Rieder

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